sabato 9 aprile 2016

Io e te di Niccolò Ammanniti

image_bookIo e te
Di Niccolò Ammaniti
Editore: Einaudi (Stile Libero Big)
Lingua: Italiano | Numero di pagine: 117 | Formato: Paperback
Isbn-10: 880620680X | Isbn-13: 9788806206802

 

 

Possiamo fare finta? (3,5 stelle)

Una volta tanto possiamo fare finta che i personaggi dei libri sappiano usare il congiuntivo? E’ un cane che si morde la coda. Per rendere verace il testo si fanno parlare i protagonisti come se fossero semi analfabeti, i lettori pensano che che se così è scritto su un libro vada bene, e allora col cavolo che si usa il congiuntivo… insomma CAZZO! Volete usare i verbi in modo decente ??????? ( e con questo ti sei giocato la quarta stellina…)

Ok, mi sono sfogata.

A parte l’inizio di protesta voglio dire bentornato ad Ammanniti. Dopo un paio di suoi libri  abbandonati finalmente ho letto questo e mi è piaciuto. Non è un capolavoro ma si tratta di una storia originale che offre vari spunti di riflessione sulla vita ma soprattutto sulle difficoltà di crescere e sentirsi accettati dal mondo.

In alcune frasi si percepisce la bravura dell’autore nel descrivere con poche parole e lucidamente la realtà di certi meccanismi. La sensazione che ho su Ammanniti però è quella dello studente dotato che non si applica… A mio parere ha grandi qualità sia come inventiva che come capacità di esporre in modo essenziale certe situazioni, ma non le usa appieno e soprattutto non le usa sempre, mi da la sensazione di una persona svogliata, che scrive perchè è bravo ma che potrebbe fare meglio. Anche questo romanzo, è buono, ma avrebbe potuto essere migliore, invece in alcune parti appare quasi tirato via, poco approfondito…per non parlare della conclusione. Il protagonista, mentre racconta una storia alla nonna malata terminale, dice che odia i finali… ecco, forse era meglio se Ammanniti avesse fatto come Lorenzo, un bel finale sospeso e via.

Citazioni:

La mosca era riuscita a fregare tutti, perfettamente integrata nella società delle vespe. Credevano che fossi uno di loro. Uno giusto. <…> Ma più inscenavo questa farsa più mi sentivo diverso. Il solco che mi divideva dagli altri si faceva più profondo. Da solo ero felice, con gli altri dovevo recitare.

E poi,o odiavo le fini. Nelle fini le cose di devono sempre, nel bene o nel male, mettere a posto. <…>sempre a discutere della fine, come se la storia fosse tutta lì e il resto non contasse nulla. <…> E allora anche nella vita vita vera, anche lì, solo la fine è importante? La vita di nonna Laura non contava nulla e solo la sua morte in quella brutta clinica era importante?


Archiviato in:LE MIE RECENSIONI Tagged: ammanniti

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