domenica 19 aprile 2015

Antichrista di Amelie Nothomb

Nothomb Amélie  
Antichrista
traduzione di Monica Capuani
EAN 978-88-88700-30-4
Voland Edizioni
pp. 128
ottobre 2004





Un'occasione mancata


In appena un'ora e mezza di di lettura Amelie Nothomb è riuscita ad infondermi abbastanza angoscia.
Questo breve romanzo ha riportato a galla alcune insicurezze adolescenziali con conseguente immedesimazione nella protagonista "buona" e relativo odio verso l' antichrista incarnante alcune adolescenti popolari, decisamente odiose, dei tempi che furono.
Gli spunti ci sono, il libro non è privo di input intelligenti che avrebbero potuto essere approfonditi ed analizzati in modo profondo, tuttavia rimane in superficie, si ferma agli spunti.
Ci ritroviamo calati in una storia che ricorda i cartoni animati degli anni '70-'80 in cui la ragazzina perfetta e buona (vedi Candy Candy per esempio) veniva vessata nella peggior maniera dalla giovane ricca e viziata di turno o da adulti insensibili, e alla fine riusciva a riscattarsi, ma solo dopo aver patito le pene dell'orso. I genitori di Blance (la buona) verrebbe voglia di prenderli a schiaffi, incarnano quanto di più sbagliato possa essere l'atteggiamento nei confrondi di una figlia. Ci troviamo ai limiti del grottesco, dove situazioni che possono verificarsi nella realtà vengono esasperate quasi all'inverosimile e vengono usate a pretesto per scrivere un romanzo a mio parere incompiuto. Peccato, il materiale c'era per avere un bel libro sull'adolescenza, sulle dinamiche delle amicizie e della socializzazione, e invece la Nothomb si è fermata ad una storiella in cui si percepiscono le sue potenzialità ma non esplodono nella compiutezza di una storia ben raccontata.

Citazioni:

"Io non mi ero mai sentita integrata nella benchè minima cosa, e verso chi lo era provavo disprezzo e gelosia."

"Ero invisibile. Era quello il mio problema. <...> Christa non aveva visto me: aveva visto il mio problema. E ne approfittava."


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